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Ferrata dell'Amicizia alla Torre Clampil e ferrata Winkelturm
Scritto da Marco   
Ferrata breve ma intensa; strapiombante e molto impegnativa per le braccia.

Dal lago italiano del Passo Pramollo (UD) si oltrepassa il confine di Stato e si lascia l'auto nell'ampio parcheggio che troviamo sulla nostra sinistra, di fronte all'Hotel Berghof Krieber.

Dallo stesso parcheggio iniziamo l'escursione imboccando l'ampia strada sterrata (segnavia 403) in direzione del Monte Madrizze. La strada ci fa risalire comodamente il dolce fianco della montagna, giungendo dopo una ventina di minuti ad un bivio. Giriamo a sinistra seguendo le indicazioni per "Rudnig Alm - Tröpolacher Alm - KHW 403"; saliamo per alcuni minuti e ci imbattiamo in uno "scheletro" di lago finto. Ci incamminiamo sulla nostra sinistra e prendiamo la deviazione ben segnalata per "Tressdorfer Höhe - Madritschen ...".

Saliamo comodamente attraversando alcune piste da sci e passando sotto ad alcuni impianti di risalita.
Seguendo i bolli bianco/rossi e le indicazioni, in 50 minuti giungiamo al Monte Madrizze (Madritschen), chiaramente identificabile per una "enorme" stazione di arrivo di un'ovovia. La cima del monte (dietro alla stazione dell'ovovia) è stata spianata, e dallo stesso piazzale parte una stradina in discesa che seguiremo fino a raggiungere la sottostante sella Madrizze (1 ora dalla partenza).

Alla sella Madrizze troviamo un cartellone raffigurante le torri Winkel e Clampil con indicate le ferrate: noi seguiremo la ferrata indicata con il numero 1 per salire alla Torre Clampil, e scenderemo dalla Torre Winkel lungo l'itinerario 2.

Prendiamo quindi la traccia di sentiero che si stacca verso destra, in direzione di un visibile nevaio posto ai piedi della Torre Clampil. In pochi minuti raggiungiamo il nevaio e, dietro ad esso, individuiamo attacco della "Ferrata dell'amicizia alla Torre Clampil" (1,15 ore dalla partenza).

Indossati imbrago, set di autoassicurazione, casco e guantini, iniziamo una divertente arrampicata che ci permette di salire la placconata iniziale ed attraversare in diagonale un tratto su roccia a tratti ricoperta di erba, aiutati dall'attrezzatura in perfette condizioni e dal cavo molto teso. Il percorso taglia obliquamente verso destra su staffe e roccia fino a raggiungere una comoda cengia dove si può riprendere fiato prima di iniziare la seconda parte del percorso.

La seconda parte della ferrata alla Torre Clampil si articola su placche lisce verticali, strapiombanti, e prive di appigli naturali. La salita si effettua con passaggi atletici su staffe e pericolosi fittoni. La lontananza tra staffe e fittoni e la totale assenza di appigli naturali, obbligano una salita di forza lungo il cavo che mette a dura prova i muscoli delle braccia.

A pochi metri dall'uscita dalla parete si entra in uno stretto e breve camino, che superato anche qui grazie a fittoni e staffe, ci fa guadagnare la via d'uscita sulla dolce cima della Torre Clampil (ore 1 dall'attacco - 2,20 dalla partenza).

Usciti dalla ferrata, la croce di vetta della Torre Clampil è già visibile e la raggiungiamo in alcuni minuti. Una magnifica vista a 360 gradi ci mostrano il gruppo del Cavallo di Pontebba con le sue storiche vie alpinistiche, la Creta d'Aip ed il Gartnerkofel con le brutture degli impianti di risalita, il bellissimo vallone del Winkel e, più distanti, le guglie delle belle Alpi Giulie.

Dalla Torre Clampil scendiamo nella sottostante selletta tra le torri Clampil e Winkel e, aiutati da un cavo di acciaio, raggiungiamo la cima della vicina Torre Winkel. Dalla cima della Winkelturm iniziamo la discesa verso il sottostante lago artificiale (incontrato all'andata) lungo le nuove attrezzature in perfette condizioni della ferrata Winkelturm.

Contrariamente al percorso della ferrata alla Torre Clampil, la discesa lungo la Winkelturm è semplice e divertente, nonostante qualche pericolo derivante dall'erba e dal fango causato dalle recenti piogge.

In mezz'ora dalla cima della torre Winkel raggiungiamo il ghiaione sottostante e la vicina Sella Madrizze e lungo l'itinerario dell'andata, che copriamo in poco meno di un'ora, ritorniamo al punto di partenza (in totale ore 4,45 - m 700 dislivello).

 

 

Itinerari in zona
Il percorso si può effettuare anche salendo dal vallone del Winkel, ma probabilmente è un po' più lungo.
La discesa può essere fatta anche passando per la sella Contin dove si può scegliere di scendere per i ghiaioni sotto il Cavallo lungo il vallone del Winkel, oppure facendo per un tratto la ferrata Contin e articolare la discesa a Passo Pramollo passando per la Sella di Aip.

Notizie Utili
Il Cavallo di Pontebba nella sua storia ha visto il fiorire di grandi alpinisti, e sulle sue pareti sono disegnate numerose e belle vie alpinistiche. Sulle sue pareti è nato anche il grande alpinista Ernesto Lomasti che da giovanissimo sentiva ardere dentro il fuoco e la passione per l'arrampicata, portandolo in pochi anni ai vertici dell'alpinismo italiano e non solo. Nel 1979, nemmeno ventenne, muore cadendo in una palestra di roccia valdostana colpito da un fulmine nel corso di un banale allenamento. Senza saperlo raggiunge il settimo grado in solitaria in anni in cui pochi tra i migliori si azzardano appena a farlo in cordata. La naturale modestia e le sue vie sulle scomode pareti delle Giulie e delle Carniche non gli portano quella fama che peraltro nemmeno cerca. Nel 1977 ripete in solitaria il temibile Diedro Cozzolino sulla parete nord del Piccolo Mangart di Coritenza, sulle Alpi Giulie. L’anno dopo il suo capolavoro sarà una via nuova sulla stessa parete e con lo stesso stile: da solo. “Altezza 800 metri, 10 ore, difficoltà estreme” lascerà scritto nel suo diario; oggi per quella salita si parla di VI+ con passaggi di VII-. Imperdibile la sua biografia "Non si torna indietro" scritta da Luca Beltrame, edizioni CDA & Vivalda.