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Le ciaspe (o ciaspole)
Scritto da Marco   

Cosa sono
Le ciaspole o racchette da neve sono un particolare strumento progettato per consentire di spostarsi agevolmente sulla neve a piedi. Le racchette sono indicate per i pendii non troppo scoscesi, per camminate tra i boschi, nelle radure o sulle strade forestali innevate, inoltre si possono percorrere senza problemi i nevai anche nel tardo inverno.  Il materiale di partenza (legno) è stato negli anni migliorato: i vecchi cerchi di legno e cuoio divennero racchet te da neve, prodotte con materiali particolarmente leggeri e decisamente adatti ai movimenti dell’uomo. Ora grazie a materiali antistrappo, leghe al titanio e altre novità i progressi sono stati notevoli. Per camminare con le ciaspole non sono sono richiesti partico lari preparazioni fisiche, se non quello che possiede un semplice e scursionista. E' necessario, invece, avere una conoscenza di base sulla nivologia, meteorologia e, di conseguenza, sulla scelta degli itinerari.

Come si indossano le racchette da neve
Le ciaspole si differenziano in sinistra e destra e per distinguerle la fibbia di chiusura deve sempre essere esterna. Hanno tutte un sistema abbastanza pratico (si differenziano a seconda della marca) per la regolazione della taglia a seconda della dimensione dello scarpone. Lo scarpone va inserito in maniera tale da che la punta del piede sia sopra il puntale, quindi va fissato stringendo la cinghia anteriore. Appoggiato anche il  tacco dello scarpone al centro della racchetta, a questo punto si stringe bene le cinghie posteriori.

Ci vorrebbero i corsi
A mio avviso,  oltre alla scuola di sci dovrebbero esserci dei corsi per imparare l’uso delle ciaspe. Non tanto per come si usano perchè è davvero elementare ed istintivo, ma per imparare la scelta dei materiali, la scelta degli itinereari ( al fine di imparare ad evitare i luoghi insicuri, la neve traditrice, gli itinerari troppo pericolosi per dei principianti della  neve), per im parare l'uso dell'ARVA che tutti noi ciaspisti do vremmo avere addosso e per imparare l'uso delle carte e degli strumenti di orientamento. Insomma, tutto ciò che ha attinenza con le gite estive e che diventa a maggior  ragione più importante in presenza di ghiaccio e   di freddo.

 Impariamo a camminare
Anche il comportamento di chi va sulla neve è un argomento importante e delicato e che dovrebbe essere argomento di insegnamento. Non sempre si va sulla neve vergine in posti solitari; anzi spesso i sentieri degli sciatori, camminatori e ciaspisti si sovrappongono e danno luogo a incomprensioni. La scia dello sciatore fa gola al camminatore e al ciaspista in quanto è sempre un sentiero battuto, ma camminandoci sopra si rovina la traccia dello sci che è così necessaria e delicata. L’andare sul sentiero o sulla strada in modo disordinato moltiplica inutilmente le piste, le rovina e raddoppia la fatica; oltretutto rovina l’estetica del paesaggio. Stiamo attenti, evitiamo spreco di fatica e... inutili improperi da parte di chi viene dopo!

Detto questo, un paio di cenni sul modo di camminare con le ciaspole: indossate le racchette da neve, il movimento del piede deve essere al 100% naturale.

In pianura la racchetta si deve tenere sbloccata (a tallone libero) in modo da consentire un movimento sciolto e naturale. Le gambe vanno tenute leggermente divaricate per evitare di sbattere e impigliare le racchette fra di loro. Non si deve sollevare parecchio la racchetta nel compiere i passi ma quasi farla scivolare sulla neve.

In salita si ricorre all’alzatacco per rendere la progressione meno faticosa e per sforzare meno il polpaccio. La salita va effettuata sempre sulla linea di massima pendenza per permettere al ramponcino anteriore di lavorare. Se il pendio è ripido per non scivolare si deve puntare bene il ramponcino anteriore prima di muovere il passo successivo. Si possono anche costruire dei gradini battendo ripetutamente il ramponcino sulla neve.

In discesa la ciaspola va tenuta sbloccata come in pianura, se il pendio è lieve si scende tranquillamente puntando prima il tallone e poi la punta della ciaspola, in caso di pendio ripido si può ricorrere ala tecnica del telemark cercando di spostare il baricentro in basso piegando le ginocchia oppure la ciaspola va bloccata e si scende con passi piccoli.

Nei traversi di pendii ripidi una ciaspola va tenuta in direzione perpendicolare alla linea del pendio mentre l’altra va tenuta lungo la linea del pendio in modo da far aderire il ramponcino anteriore.

Se la neve è particolarmente dura e il pendio molto ripido entrambe le ciaspe vanno tenute in direzione del pendio e ci si muove con passi laterali, spostando prima i bastoncini e poi i piedi e mantenendo sempre tre punti d’appoggio durante lo spostamento. Questa tecnica va usata solo su forti pendii, in presenza di neve dura, e ancor più se la racchetta non ha punte laterali.

Per il trasporto su terreni in assenza di neve le ciaspole si possono portare in mano o infilate nei bastoncini telescopici che vanno appoggiati alla spalla ma la cosa migliore è fissarle allo zaino, ad esempio con un cordino fatto passare nello zaino e nelle racchette tenuto teso da un moschettone agganciato in un asola o semplicemente agganciandole alle fibbie dello zaino, e avere cosi entrambe le mani libere.

Un accessorio complementare delle racchette da neve sono i bastoncini da sci telescopici, che possono essere adattati in lunghezza al tipo di terreno ed al proprio stile. Servono a migliorare l'equilibrio, il ritmo e la progressione dell'andatura.

Un po' di storia
In passato, ad avanzare a fatica nel paesaggio innevato con ai piedi ingombranti racchette da neve che impedivano di sprofondare nella coltre di neve, erano soprattutto i cacciatori e i contadini. Le ciaspole erano costituite da un cerchio di legno e strisce di cuoio legate tra loro. Una cinghia non troppo stretta legava le scarpe a questo dispositivo. A cavallo tra i due secoli fu l’esercito di stanza nell’Alta Val Pusteria a introdurre diversi mezzi per potersi muovere anche in inverno e le racchette da neve vennero dimenticate. Negli ultimi anni, però, si è assistito ad una controtendenza: le escursioni nella neve sono ritornate di moda.