Warning: Parameter 3 to jreviews_content15() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.suimonti.it/home/libraries/joomla/event/dispatcher.php on line 136
Cuel De La Bareta (da Patocco)
Scritto da Giovanni Lena   
Da Chiusaforte (UD) imbocchiamo la Val Raccolana e dopo il secondo ponte sull’omonimo torrente, svoltiamo a sinistra per raggiungere la frazione di Patocco (751 m. slm), punto di partenza della nostra escursione, dove troviamo comodo parcheggio in un ampio spiazzo sotto la chiesa.

Ci incamminiamo sul sentiero che si stacca dietro le prime case (segnalazione) e ci porta al centro della borgata, qui facendo attenzione perché si tende a salire a destra; scendiamo invece a sinistra sulla stradina sterrata che ci porta all’innesto con la trattorabile, utilizzata per la costruzione dell’acquedotto sopra il paese.

Prendiamo sulla destra la pista che si innalza verso il Rio dai Sbrici; prima del Rio si lascia la trattorabile per prendere sulla sinistra il sentiero 620 che sale nel bosco e attraverso ripide volte ci conduce al bivio, situato presso i ruderi dello stavolo del Chinop (1150 m. slm), da dove si stacca il marcato 621 che porta agli Altopiani del Montasio. Proseguiamo a sinistra seguendo le segnalazioni per addentrarci nella parte alta e suggestiva, sopra il Rio Collelercina, sotto il versante sud ovest dello Jôvet, punto panoramico sull’abitato di Patocco (ore 1,30 dalla partenza).

Risalito un ultimo tratto di mulattiera che ora si restringe, guadagniamo la Forca Galandin (1222 m. slm), posta fra il Monte Jôvet e il Sflamburg, per passare nel Vallone del Rio Galandin. Senza perdere quota costeggiamo le ripide pareti dello Jóvet per raggiungere il successivo Vallone del Rio Fontanis, dopo aver guadato il corso d’acqua risaliamo a mezza costa sopra il profondo orrido verso il Cuel de l’Aneit. Aggirato quest’ultimo percorriamo il sentiero immerso in un rigoglioso bosco di conifere e giungiamo, dopo aver superato il Rio Livinal, all’innesto con il marcato CAI 619 che sale da Cadramazzo (ore 2,15 dalla partenza).

Proseguiamo verso nord ovest fino ad arrivare alla sella posta fra il Cuel de la Bareta e lo Jôf di Miezdi (1353 m. slm) da dove seguiamo la traccia a sinistra che porta ai resti di una teleferica di guerra e ai ruderi di postazioni militari e dopo aver oltrepassato l’accesso alle varie gallerie scavate nella roccia, dotate di grandi aperture che danno sulle vallate e non si riescono ad individuare dal basso, guadagniamo la vetta (ore 3,30 dalla partenza) dove ci fermiamo ad osservare il bel panorama.

La discesa si effettua percorrendo a ritroso la via di salita.


Notizie utili e curiosità

La grande guerra in Val Dogna
All´inizio del conflitto, i reparti italiani raggiunsero la catena montuosa che da Pontebba risale fino a Sella Bieliga per rafforzarsi in vista di una successiva avanzata diretta verso la cima del Due Pizzi e sulla forcella Cjanalot, dove gli austro-ungarici si erano attestati. Dopo la conquista del Due Pizzi (30 luglio 1915) gli alpini dei battaglione Gemona e Val Fella presero possesso di tutta la linea di confine e si attestarono sulle posizioni Cuel Tarond, Due Pizzi, Piper, Jôf di Miezegnot, Sella e Jôf di Somdogna, facilitati nei rifornimenti anche dalla rotabile militare della Val Dogna progettata prima della guerra e conclusa nel 1916. Nonostante i numerosi contrattacchi austro-ungarici condotti per riprendere le posizioni perdute (ottobre 1915) e i cruenti duelli tra le artiglieri pesanti, la linea del fuoco si consolidò subito dando vita ad azioni minori di pattugliamento ed osservazione. Alla relativa tranquillità del fronte si opponevano tuttavia i disagi e i pericoli della vita in alta montagna che richiesero più vittime di quanti fossero i caduti per il fuoco avversario. Come nel resto del fronte giulio-carnico anche i presidi della Val Dogna vennero sorpresi dalla rottura delle linee italiane avvenuta tra Plezzo e Tolmino (24 ottobre 1917) e dovettero ritirarsi precipitosamente da queste cime per evitare l´accerchiamento ad opera delle truppe austro-tedesche che stavano invadendo la pianura friulana.
Maggiori particolari sul sito http://www.lagrandeguerra.info

Altri sentieri in zona
Potendo fare l'escursione con due auto, per il ritorno sarebbe bello combinare il sentiero 619 che sale da Cadramazzo e poi scende in Val Dogna (dalla sella posta sotto la Cima del Cuel De La Bareta si impiega circa un'ora e mezza fino alla rotabile della Val Dogna).

 

Tutti gli itinerari che trovate su questo sito sono stati percorsi personalmente dal redigente della relazione, e la relativa descrizione dettagliata è riferita alle condizioni del percorso rilevate il giorno dell’effettuazione del sopralluogo. La morfologia del territorio montano è soggetta a continui cambiamenti dovuti agli eventi atmosferici e climatici, pertanto talvolta è possibile trovare delle differenze anche sostanziali con la descrizione dell’itinerario ove non aggiornato. La redazione di suimonti.it declina ogni responsabilità in seguito a incidenti occorsi e causati da cattive interpretazioni o comportamenti imprudenti usando i contenuti di questo sito.