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Cresta dei Monti Brancot e Palantarins
Scritto da Marco   
Da Gemona del Friuli (UD) seguire le indicazioni per Braulins e, successivamente, Bordano.
Da Bordano, il “paese delle farfalle”, si segue la strada per Interneppo. Percorsi alcuni chilometri, si lascia sulla destra la strada che conduce ai Monti San Simeone e Festa e, percorsi ancora circa 400 m, individuiamo sulla sinistra una pista forestale (indicazioni per Monti Palantarins e Brancot - sv CAI 837).

Parcheggiata l'auto, l'itinerario inizia risalendo un tratto di pista forestale cementata che conduce nei pressi di un rustico (m 300 circa), dalla quale si stacca un marcato sentiero che parte immediatamente sulla destra di un rivoletto.

L'itinerario sale immerso nel bel bosco del “Ciadul” e dei gradini scavati nella roccia agevolano, nella parte iniziale, la salita. Mentre il sentiero sale irto nel bosco, di tanto in tanto alcune radure ci consentono di riposare e riprendere fiato osservando i magnifici panorami sui rilievi circostanti e sul sottostante Lago di Cavazzo.

La salita dei primi 450 m si fa un po' sentire, ma la pendenza si addolcisce un po' quando si esce dal bosco del Ciadul e si giunge sulla dorsale del Naruvint dove, più dolcemente, saliremo i 250 m che mancano per raggiungere la cima del Monte Naruvint (1h45).

Dal Naruvint seguire il sentiero sulla cresta cosparsa di massi e passando in due punti accanto a scoscendimenti verso destra (verso Alesso e Avasinis), si scende alcuni metri per poi risalire il crinale del Tre Corni e dopo 150 m di ripida salita raggiungeremo la cima. Il sentiero, che taglia poco sotto la cima, prosegue in cresta districandosi tra alcuni massi ed in mezzo ad un improbabile boschetto di faggi e betulle, e dopo una decina di minuti raggiungeremo la cima del Palantarins (m 1049 - 2h 45m dalla partenza).

La cima del Palantarins è un magnifico belvedere sulla zona pedemontana e, malgrado il cattivo tempo, riusciamo a godere di un magnifico panorama su Gemona ed i soprastanti Chiampon e Cuarnan, sul Plauris, sul S.Simeone, sul Festa, sull'Amariana, sul Cuar, ecc... Consumiamo la pausa pranzo in compagnia di 8 bellissimi grifoni che ci hanno deliziato con i loro eleganti voli.

Ripartiamo alla volta del Brancot continuando a camminare sul crinale del Palantarins in direzione sud, si scende leggermente di quota e si giunge nei pressi di un rudere sulla selletta tra i due monti e, passando in mezzo ad un bosco che porta ancora i segni di un incendio di qualche anno fa, arriviamo sulla cima del Brancot (m 1015 - 10 minuti dal Palantarins).

Dalla cima del Brancot seguiamo il sentiero verso sud, e dopo una ripida discesa il sentiero taglia verso sud-est dirigendosi verso “la forchia”, che non è altro che la forcella tra i monti Brancot e Bosclatz (m 847 - 15minuti dal Brancot). Giunti alla forchia, prendere il sentiero che scende sulla nostra sinistra; l'itinerario da qui diventa una lunga discesa per stretti tornantini, andando man mano ad addentrarsi sempre di più nel rado bosco. Mentre scende sempre in maniera decisa, il sentiero diventa un po' più marcato, ed il bosco si arricchisce di castagni e di abbondanti pungitopo.

Dopo 40 minuti dalla "forchia" raggiungiamo un bivio con un sentiero che scende verso le fontane (indicazioni in ferro), ma proseguiamo dritti su una comoda e leggera discesa su scalini di pietra; dopo alcuni minuti raggiungiamo un'ancona votiva ed il sentiero si biforca. Prendiamo il sentiero che scende verso destra sempre seguendo i bei gradini in pietra. Dopo una decina di minuti si giunge ad una fontana ed all'attiguo bivio segnalato per la chiesetta di San Michele dei Pagani. La chiesetta è davvero bella e suggestiva e posizionata in un punto molto panoramico, vale davvero la pena una visitina.

Dal bivio per la chiesetta si riprende in discesa il nostro itinerario che termina dopo alcuni minuti nel centro del paese di Braulins dove alcune ore prima avevamo già parcheggiato la prima autovettura (ore 5.30 con soste).


Itinerari in zona

Poco distante dal punto di partenza del nostro itinerario descritto in questa pagina, partono due rotabili che ci condurrebbero verso due escursioni molto belle: una sul Monte San Simeone, l'altra sul Monte Festa.

Notizie Utili
La Chiesetta di San Michele
Dalla forza devastante del terremoto del 1976, si è salvata la Chiesetta di S. Michele dei Pagani di Braulins, sorta probabilmente in epoca longobarda e restaurata dagli abitanti del castello di Bragolino nel secolo XIII (la piccola abside semicircolare, in pietra squadrata, presenta le caratteristiche delle costruzioni duecentesche). All'interno due affreschi: quello del catino absidale (Trinità) risale alla fine del secolo XVI ed appartiene a pittore di modesta levatura della cerchia di Giulio Urbanis; quello sulla parete orientale a fianco dell'abside, di iconografia piuttosto insolita in Friuli, rappresenta l'arcangelo Michele, nimbato, dal volto giovanile che regge la bilancia del giudizio con due anime. Pittura bizantineggiante della Fine del secolo XIII.

Bordano e le sue farfalle
Il Monte San Simeone e la catena del Naruvint/Brancot, hanno probabilmente creato un clima, un'ambientazione tale che le farfalle trovano qui un habitat ideale.
Bordano oramai lo conoscono tutti come "il paese delle farfalle" ma forse pochi sanno da dove è nato tutto. Se ne siete incuriositi leggete in questo racconto la genesi. Il “Progetto Pavees” (Progetto Farfalle), dal 1996 al 2006, ha caratterizzato l’intero territorio del Comune di Bordano, inventando concorsi, mostre, convegni, spettacoli, feste di piazza e quant’altro, focalizzando, sempre e comunque, l’attenzione sulle farfalle.
I Murales, quasi 300, dipinti sulle facciate degli edifici pubblici e privati a Bordano ed a Interneppo, la cui realizzazione ha impegnato artisti provenienti dall’Italia, dall’Austria, dal Vietnam e dalla Russia.
Tutto ciò grazie alla felice idea di due artisti locali Jan Franzil e Giuseppe Brombin ed alla intraprendenza del Sindaco e della sua squadra, “inventori ed ideatori” del concorso. E’ stato ideato un bando che prevedeva l’assegnazione di alcuni premi ai lavori giudicati migliori. Una giuria tecnica ed una popolare hanno quindi decretato i vincitori, nelle tre edizioni del concorso svoltesi dal 1996 al 98.
Gran parte dei proprietari di abitazioni hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa mettendo a disposizioni le facciate migliori per essere dipinte; i bozzetti presentanti dai concorrenti sono stati scelti dai “destinatari” e, in fase di concorso, realizzati dagli artisti. I quasi 300 murales, ora, possono essere ammirati dai visitatori e creano una sorta di galleria d’arte “open-air”. Le Fiabe, testi ed illustrazioni per l’infanzia, a cui hanno partecipato illustratori, narratori, intere scolaresche, producendo in 10 anni, ottimi lavori – molti di essi stampati – che sommati superano il migliaio, sono un’altra delle innumerevoli attività che si sono create collegandole sempre al filo centrale del “Progetto Pavees”. E poi il Concorso di fotografia, quello dei Ricami, con le farfalle sempre protagoniste. Ed infine la "Casa delle Farfalle" dove si possono ammirare farfalle di tutti i tipi, provenienti anche dall'Asia, dall'Amazzonia, dall'Australia, dall'Africa e dall'oriente!

 

Tutti gli itinerari che trovate su questo sito sono stati percorsi personalmente dal redigente della relazione, e la relativa descrizione dettagliata è riferita alle condizioni del percorso rilevate il giorno dell’effettuazione del sopralluogo. La morfologia del territorio montano è soggetta a continui cambiamenti dovuti agli eventi atmosferici e climatici, pertanto talvolta è possibile trovare delle differenze anche sostanziali con la descrizione dell’itinerario ove non aggiornato. La redazione di suimonti.it declina ogni responsabilità in seguito a incidenti occorsi e causati da cattive interpretazioni o comportamenti imprudenti usando i contenuti di questo sito.