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Cimone di Crasulina (Monte)
Scritto da Marco   
Escursione facile, adatta a tutti e ricca di panorami.

Si risale da Tolmezzo (UD) la Valle del But fino a Paluzza dove prendiamo a sinistra la strada che porta alla stazione sciistica di Ravascletto; giunti all'ingresso di Ravascletto (sella Val Calda) , subito sulla destra si prende una comoda strada asfaltata che ci porta fino alla Casera Valsecca. Parcheggeremo l'auto in comode piazzole, dove termina l'asfaltatura della strada in prossimità dei ruderi della Casera Valsecca (m 1871).

Lasciati i ruderi della Casera Valsecca sulla nostra sinistra, su comoda mulattieria (sv 152) dal versante sud della montagna attraverso diversi pascoli si passa al lato est del Monte Valsecca. Superata una palizzata messa a protezione degli animali da pascolo, la comoda mulattiera prosegue dapprima in lieve discesa e poi in leggera salita, tagliando a metà il versante est del Monte Valsecca e del Piz Di Mède, dirigendosi verso il pendio meridionale del Cimon di Crasulina. Giunti sopra i ruderi della Casera Crasulina si arriva ad un bivio che toccheremo di nuovo sulla via del ritorno, imboccando sulla nostra destra il sentiero 154.

La mulattiera sale con pendenza regolare tagliando a mezza costa il versante sud del Cimone di Crasulina, ma di tanto in tanto la regolarità del sentiero viene interrotta da tornantini secchi che permettono di superare dei tratti ripidi. Si giunge così, dopo ore 1,15 dalla partenza, ad una specie di passo che taglia lo sperone sud-orientale del Cimone di Crasulina dominante la conca dei Laghi Zoufplàn. Alcune piccole gallerie della grande guerra ci danno un assaggio delle trincee che caratterizzeranno tutta la cresta della montagna dove stiamo per salire. Dal passo si stacca una comoda strada che prosegue verso nord raggiungendo i monti Zoufplan e Tenchia, ed il sentiero 175 verso il monte Terzo; dallo stesso passo si stacca una traccia di sentiero che in ripida salita sui prati ci fa raggiungere in 10 minuti di cammino la cima del Cimone di Crasulina e la sua croce di vetta (m 2104, ore 1,30 dalla partenza). Dalla cima si gode una splendida e privilegiata vista sul gruppo del Coglians, Creta delle Chianevate, di Collina e Collinetta, e la sottostante Valle solcata dal Rio Chiaula che scende dalla forcella Plumbs. Molto affascinante anche la vista sul Piz de Mède e sul filo di cresta del Cimone di Crasulina.

Dalla cima si può scegliere se riunirsi subito con la mulattiera d'andata (sv 154) che passa poco sotto la cima o se, come noi, si sceglie una traccia di sentiero non segnalato che si ricongiunge il sentiero 154 all'incrocio sopra la Casera Crasulina superato all'andata. Come detto, il sentiero che abbiamo intrapreso noi non è segnalato e segue il filo di cresta della montagna permettendoci di visitare i tantissimi resti, purtroppo non curati, della grande guerra. Il sentiero talvolta richiede particolare attenzione perchè a volte la traccia da seguire non è molto evidente e magari ci si può sbagliare seguendo false tracce che portano su strapiombi sulla val Rio Chiaula. Dopo 30-40 minuti dalla cima si giunge al bivio incontrato all'andata, che ora prenderemo verso destra. In pochi tornanti si giunge ad una vasta conca erbosa occupata dal laghetto di Crasulina (m 1979). Seguendo l'evidente e comoda mulattiera, si aggira il laghetto salendo un costone e portandoci su una selletta sul versante nord del Piz de Mède, dove la vista si spinge verso il Monte Crostis.

Dalla selletta si segue il sentierino che ci porta a raggiungere in pochi minuti la sottostante panoramica delle vette. Imboccata la panoramica verso sinistra, in lieve salita si prosegue sulla comoda strada e, dopo 40 minuti giungiamo al punto di partenza (4 ore, con calma, escluse soste).

 

Itinerari in zona
Dalla casera Valsecca è possibile proseguire sulla panoramica delle vette (anche in mountain bike) verso il Monte Crostis.
Dalla sella sul dorsale sud-orientale del Cimon di Crasulina parte una comoda strada che può portare verso il sentiero 175 verso il Monte Terzo, oppure proseguendo sulla strada si giunge fino in cima al Monte Tenchia.

Notizie Utili:
Caratteristiche morfologiche: Dalla cima delle montagne delle Alpi Carniche si nota la morfologia dolce, con dossi arrotondati e canaloni sormontati da costiere irregolari, che caratterizza interi territori al di sopra di una certa quota, a dispetto dell'azione erosiva dei corsi d'acqua che in basso hanno scavato valli anguste con versanti ripidi.

 

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