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Carso Triestino - Anello della Val Rosandra
Scritto da Marco   
L'escursione qui descritta ha come punto di partenza e di arrivo la località di Draga Sant'Elia che si raggiunge percorrendo la strada che porta da Trieste a Basovizza a Pese ed in Slovenia. Superato il paese di Basovizza, infatti, si prosegue sulla strada principale per alcune centinaia di metri in direzione Pese e Slovenia, fino a trovare le indicazioni per “Draga Sant'Elia” e/o “Locanda Da Mario”. Imboccata la piccola strada asfaltata immersa nel verde, la percorriamo per alcuni chilometri, fino ad arrivare alla piazzetta del paese di Draga Sant'Elia.

Lasciamo l'auto nel comodo parcheggio della piazzetta del paese e, incamminandoci sulla stradina che costeggia la locanda “Da Mario” raggiungiamo l'imbocco del sentiero CAI nr. 17 che costeggia un recinto.

Iniziamo a percorrere il sentiero 17 costeggiando il recinto, terminato il quale l'itinerario svolta a sinistra su una bella radura disseminata di flora; dopo un breve tratto nel rado bosco si giunge ad un incrocio di sentieri sul ciglio che si affaccia sulla Val Rosandra. Prendiamo a destra, in salita, il sentiero CAI nr. 1; la vegetazione inizia a diradarsi, regalandoci panorami sempre più vasti sul Monte Carso e sul Golfo di Trieste, con il porto e Muggia in primo piano. Superati circa 50 m di dislivello l'itinerario si appiana, raggiungendo la bella landa carsica del M. Stena.

Si continua sul bel sentiero nr. 1, passando prima nel bosco e, sempre accompagnati da splendidi panorami, si raggiunge una zona molto ricca di vegetazione sbucando nei pressi della chiesetta di S. Lorenzo. Qui si svolta a sinistra, in discesa, verso il centro del paese fino alla trattoria “Al Pozzo” (aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 15.00 e dalle 18.00 alle 24.00, giorni di chiusura mercoledì e giovedì): in questo punto occorre prestare molta attenzione per individuare il sentiero poichè mal segnalato. Si imbocca il sentiero CAI nr. 15 individuandolo sulla sinistra della succitata trattoria; scendendo tramite qualche gradino improvvisato, per i primi metri il sentiero coincide (e ne ha tutto l'aspetto) con un colatoio per l'acqua.

Il terreno è molto irregolare a causa dell'erosione e bisogna destreggiarsi tra le buche. Dopo qualche centinaio di metri in discesa si arriva ad un quadrivio dove ricompaiono i segni CAI ed anche quelli bianco-azzurri della Società Alpina Slovena, che però si tralasciano. Si arriva ben presto a congiungersi con una stradina cementata, si gira a destra e si segue la stradina in discesa per alcune centinaia di metri, fino ad incontrare sulla sinistra dopo un'ampia curva, la prosecuzione del sentiero nr. 15. Scendendo per alcuni metri nel bosco, ben presto si arriva sulla sede della vecchia ferrovia per Cosina, ora dimessa ed adibita a pista ciclabile. Si attraversa diagonalmente la pista ciclabile, e si prosegue nel bosco lungo il sentiero nr. 15.

Scendendo nel bosco ed in parte lungo un colatoio, si raggiunge una bella radura che si costeggia, arrivando ad attraversare un stradina bianca proveniente da San Michele (se si devia a sinistra sulla stradina bianca, si giunge alla vedetta di Moccò, vero balcone sulla Val Rosandra). Il sentiero ora prosegue in decisa discesa e, nei pressi di una panchina in legno, il sentiero fa una svolta verso sinistra ed ancora in decisa discesa, ci si appresta ad arrivare a Bagnoli, sbucando nelle vicinanze del Rifugio Premuda presso un ponticello sul torrente che conduce sulla strada principale (ore 1,45 dalla partenza).

Alcuni metri prima del Rifugio Premuda, individuiamo l'imbocco del sentiero nr. 1 che, districandosi tra le case, ci fa giungere alle pendici del monte Carso. Dalla strada asfaltata tra le case, il sentiero nr. 1 inizia a salire nel bosco in decisa ed accentuata salita, dimostrandosi ben presto un sentiero dalle caratteristiche alpine sotto tutti i punti di vista. La vegetazione si dirada ed i panorami si allargano sul sottostante abitato di Bagnoli e con una vista privilegiata (sigh!) sulla Wartsila (Grandi Motori). Tralasciando a sinistra la deviazione sul sentiero 38, proseguiamo verso destra rimanendo sul sentiero nr. 1 e costantemente in salita, in direzione di Muggia, aggiriamo lentamente il Monte Carso.

Si sale superando un dislivello di circa 350 metri e, poco prima di giungere al pianoro sommitale, si attraversa un cengia protetta da vegetazione dove si trova la cavità di Mejina Jama con le antiche iscrizioni “Gemeinde Dolina 1819” e “Gemeinde Bolunz 1819” confine tra due comuni. Si arriva così al pianoro sommitale del Monte Carso, dal quale si gode una vista magnifica sul golfo di Trieste e Muggia. Al primo bivio, si gira a sinistra sul sentiero nr. 46 e lo si segue per un centinaio di metri; ad un successivo bivio, si evita il sentiero 39a e si gira a destra tenendosi sul sentiero 46 e ci si addentra nel rado bosco.

Proseguendo in mezzo ad una ricca vegetazione, si giunge ben presto ad un altro bivio, al quale seguiremo le chiare indicazioni verso “Sella di Monte Carso” e “Bottazzo”. Giriamo quindi a sinistra e scendiamo per una decina di minuti circa, si tralascia sulla sinistra il sentiero 39 che conduce alle sorgenti Bukovec, mentre al bivio successivo “Sella di Monte Carso” si svolta a sinistra scendendo lungo il sentiero 25, abbandonando così il sentiero 46.
Il sentiero, sempre nel bosco, costeggia un vallone che si fa sempre più profondo. Ad un successivo bivio si prende a destra in salita il sentiero 13 che raggiunge in breve il Cippo Comici, che commemora il grande alpinista triestino e con lui la grande tradizione alpinistica della città. Ci soffermiamo ad ammirare da questo punto privilegiato posto al centro della valle, il magnifico panorama tutto attorno su tutta la Val Rosandra e sul sottostante “canyon”, l'alta cascata del torrente Rosandra, e la romantica chiesetta di S. Maria in Siaris.

Dal Cippo Comici si scende lungo un sentiero ripido, a tratti esposto, e lungo qualche ghiaione dopo pochi istanti arriveremo alla chiesa di S.Maria in Siaris. Ammiriamo per qualche istante la bella chiesetta, e poi riprendiamo il cammino sul sentiero che riprendiamo alle spalle della chiesa. Da qui il sentiero scende repentinamente fino a congiungersi al sentiero principale n. 1 proveniente dal Rifugio Premuda. Si svolta a destra e lungo una bella passeggiata, si passa accanto ad un bel punto panoramico sulla cascata, e ci si addentra nel bel bosco superando un bivio girando a sinistra rimanendo sul sentiero nr. 1. Si arriva al torrente Rosandra che si attraversa percorrendo un ponte ed arrivando ben presto ad una rotabile che, dirigendoci verso destra, si giunge a Bottazzo, una piccola e pittoresca frazione del Comune di S. Dorligo della Valle.

Giunti a Bottazzo, si arriva fino alla trattoria e quindi si svolta a sinistra, ed in ripida salita sempre lungo il sentiero n. 1, si raggiunge l'ex-ferrovia per Cosina ora, come già detto, adibita a pista ciclabile; la si segue a destra e dopo aver superato due brevi gallerie, si passa tra due muri di roccia ed il tracciato della pista forma un comodo e largo arco che gira verso sinistra e si arriva in breve al paese di Draga Sant'Elia. La pista ciclabile arriva ad un incrocio dove gireremo a sinistra ritrovando le auto parcheggiate alla partenza. (ore 5,30 totali).

 

Itinerari in zona
In tutta la Val Rosandra c'è una interminabile ragnatela di sentieri, alcuni percorsi di vie ferrate ed una grande quantità di brevi vie di roccia con passaggi che vanno dal 3c all' 8a. Ci sono in totale 85 vie in falesia suddivise in tre settori denominati “Canarini”, “Giardini d'inverno” e “Piccola Ferrovia”.

Notizie Utili
L'antica ferrovia della Val Rosandra
Nata in alternativa alla linea ferroviaria Vienna - Trieste “Meridionale”, la ferrovia dalla stazione di Erpelle verso Trieste univa il Carso al mare attraverso l'unica valle accessibile: la Val Rosandra. I 20 chilometri a binario unico erano stati realizzati dall'Impero asburgico in soli due anni; già nel 1887 i 490 metri di dislivello erano percorsi con perizia dai macchinisti, permettendo il collegamento più rapido tra Trieste, Lubiana ed il resto dell'Impero. La ferrovia, ora dismessa, è diventata oggi un bellissimo percorso ciclo-pedonale.

Le grotte

Lungo il tracciato della ex ferrovia vi sono delle cavità importanti. La presenza umana nel Neolitico, 7500 anni fa, è testimoniata dai ritrovamenti preistorici nella Grotta delle Gallerie: vasi a forma di coppa, timbri in terracotta (pintadere) e taglienti pietre di ossidiana. Rilevanti sotto l'aspetto preistorico ed archeologico sono anche la Grotta del Tasso e la Piccola Pocala, mentre d'indubbio interesse naturalistico sono le splendide e lunghe Fessura del Vento, e la Gualtiero Savi, tanto bella da essere chiamata anche Grotta dei Sogni: essa si sviluppa per più di 4 chilometri con gallerie, forre, cavernette e sale. Nella Grotta Martina si alternano caverne con concrezioni filiformi, labirinti su più piani, forre, pozzi, laghi. Le grotte sono il regno dei muschi specializzati a sopravvivere anche dove la luce diventa un millesimo di quella disponibile in superficie; sono frequentate da numerosi invertebrati depigmentati e ciechi; è però un mammifero il re delle grotte, il pipistrello, capace di muoversi al buio grazie ad un efficiente sistema di orientamento mediante ultrasuoni.
 

Commenti 

 
#1 ettore meleagri 2012-07-24 16:50 Ho percorso ieri questo itinerario e devo dire che mi ha molto entusiasmato per il panorama che offre e per la varietà del percorso.Un complimento a chi di dovere per l'ottima segnalazione che ho trovato in tutto il percorso.Penso proprio che in autunno ci tornerò.
Buona vita a tutti
 

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