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Anello del Monte Osternig
Scritto da Marco   
Da Ugovizza (UD), raggiungibile sia su strada statale che in autostrada in direzione Udine-Tarvisio, si imbocca la strada comunale con le indicazioni per la Val Uqua. Dopo un po' di chilometri si giunge alla locanda “Al Camoscio”, si prosegue sulla strada principale per ulteriori 800 metri, superando alcune sconnessioni del fondo stradale causate dall'alluvione del 2003, raggiungendo un bivio dove ormai l'asfalto non c'è più e parcheggiamo l'auto in comodo spiazzo sterrato.

L'alluvione del 2003 ha cambiato notevolmente i connotati a questa zona ed alla prima parte del nostro percorso; la prima cosa che salta all'occhio è che, di fatto, è stato cancellato il Rifugio F.lli Nordio-Deffar, che aveva sede dove abbiamo parcheggiato l'auto, ma facciamo fatica anche ad individuare nel letto del torrente attiguo i resti della sua struttura.

Partiamo incamminandoci sulla sinistra orografica del torrente Uqua per comoda strada sterrata creata dai mezzi d'opera che hanno lavorato nella zona. Il percorso originario è completamente modificato, ed ora la strada si inerpica sul fianco della montagna, sulla nostra destra, salendo per circa 150 metri nel bosco, per poi ricongiungersi al vecchio itinerario, reincontrando quindi il torrente Uqua. Superato un lungo rettilineo, troviamo un bivio: la strada principale prosegue sulla sinistra, mentre noi ci dirigiamo verso destra in leggera discesa, andando ad individuare il sentiero 403-507 che sale nel bosco. L'attacco del sentiero è stato leggermente modificato dall'alluvione del 2003, pertanto è necessario porre un po' di attenzione e ricercare i segnavia, non perfettamente visibili sugli alberi.

Superata l'incertezza iniziale, il sentiero ora sale comodo e senza difficoltà immerso in un un bellissimo bosco. Man mano che saliamo verso Sella Bistrizza la pendenza si attenua ed il bosco si dirada fino ad arrivare ad una vasta radura, individuando l'inconfondibile sella popolata di case dove arriveremo dopo un'ora e mezza dalla partenza.

In mezzo alle case di Sella Bistrizza troviamo le indicazioni del sentiero 481 per il Monte Osternig. Il sentiero sale con una pendenza marcata tagliando obliquamente (prima verso ovest, poi verso est, disegnando una "Z") la parte sommitale della montagna. Poco prima della cima, in bella posizione, ritroviamo i resti di un fortino militare. Sulla destra del fortino il sentiero prosegue dritto verso l'arrotondata cima del Monte Osternig (m 2050 - ore 2,30).

La posizione è davvero incantevole e si gode di una vista magnifica (qualora non ci fossero le nuvole, cosa che a noi non è riuscita!!) sulle ampie vallate austriache, sui laghi carinziani, sulla Alpi Giulie e sui boschi di queste ultimi propaggini di alpi carniche.

Si ridiscende
lungo il percorso dell'andata fino a Sella Bistrizza dove si segue un evidente sentiero che ci conduce su un'adiacente altura panoramica denominata Gozman, dove troveremo i resti di altre fortificazioni militari. Aggirata la collinetta, ci dirigiamo verso est seguendo le tracce di un sentiero ed in pochi minuti arriviamo alla bella chiesetta della Madonna della Neve (un quarto d'ora dalla ripartenza).

Dalla chiesetta si continua sul sentiero 403-507 in discesa verso la Malga Acomizza; dopo alcuni minuti e discesi poco più di 100 metri, arrivando a Sella Pleccia. Dalla sella si stacca in discesa sulla nostra destra il sentiero 507 che va ad immergersi nel bosco, ed iniziando così la nostra discesa verso il punto di partenza.

La discesa si svolge tutta su un comodo sentiero, in un bel bosco di abeti e di faggi, che tagliando il fianco della montagna e superando alcune radure con alcuni stavoli, si raggiunge l'alveo del torrente Pleccia e mediante una comoda strada forestale, ritorniamo così al punto di partenza.

 

Itinerari in zona
Giunti alla Sella Pleccia lungo l'itinerario di rientro, è possibile prolungare l'escursione spingendosi lungo il sentiero 508 verso la Malga ed il Monte Acomizza, per poi rientrare al nostro punto di partenza percorrendo il sentiero 507a.
Progettando l'escursione con due auto, l'escursione si potrebbe allungare (di un paio di ore) proseguendo dal Monte Acomizza per comoda strada forestale verso Sella Bartolo, per poi ridiscendere la Val Bartolo fino a Camporosso.

Notizie Utili
Le opere militari
Il Vallo Alpino del Littorio (anche chiamato linea non mi fido) è un sistema di fortificazioni formato da opere di difesa (bunker), volute da Mussolini e costruite per proteggere il confine italiano con i paesi confinanti, quali la Francia, la Svizzera, l'Austria e la Jugoslavia, pochi anni prima della seconda guerra mondiale. Prima della seconda guerra mondiale, le opere di difesa erano presidiate dalle unità dalla GaF, il Corpo di Guardia alla Frontiera, un corpo specificatamente creato per il presidio delle opere fortificate, il cui motto era Dei Sacri Confini Guardia Sicura.
Le opere difensive della Val Uqua, dei Monti Osternig e Acomizza (risalenti alla seconda metà degli anni trenta del '900) e le opere del Vallo Littorio realizzate sui monti a nord di Ugovizza, appartenevano a tre distinti gruppi difensivi. Lungo la direttrice del fondovalle erano posti lo sbarramento Val Uqua, nel tratto intermedio e' poco prima della locanda 'Al Camoscio', e lo sbarramento Sella di Lom, di cui resta un'unica ardita postazione sul ripido costone prospiciente la sella. Un numero maggiore di opere, comprese nello sbarramento Monte Osternig - Monte Acomizza, erano dislocate in quota lungo la linea di confine, dal versante meridionale dell'Osternig a Cima Muli. Interessanti i due ricoveri fortificati scavati sotto le rocce sommitali dell'Osternig, situati al termine della vecchia mulattiera militare, la casermetta e le opere poste sul crinale erboso del Gozman, sopra la bella chiesetta della Madonna della Neve e presso la malga Acomizza.

 

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