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Campanili del Lander e Monte Cucco
Scritto da Giovanni Lena   
Molto suggestivo. Ottimo, se supportato da una bella giornata, il panorama che si gode dalla cima.

Giunti a Piano d’Arta si segue la strada che porta a Braida d’Alzeri. Oltrepassato il rio Radice, in prossimità del cimitero si svolta a destra per una ripida stradina che porta ad una azienda agricola e alla cappella votiva della Maina della Madunute (m. 620). Qui si segue la carrareccia di sinistra che risale la verde radura e si addentra nel bosco. Si trascura un primo sentiero diretto ai Lander, dopo poche decine di metri si trova sulla sinistra uno slargo dove si può parcheggiare.

Ci si incammina sulla carrareccia e dopo un breve tratto si imbocca a sinistra una mulattiera (indicazione “SENTIERO LANDER” segn. 408) che oltrepassa una fascia boscosa e raggiunge il sentiero precedentemente evitato. Le condizioni di questo tratto non sono tra le migliori, pini caduti da superare e tratti franati. Si continua a salire in una fitta pineta, dove i pochi raggi di sole che riescono a penetrare le fitte ramaglie uniti alla leggera nebbia creata dal dissolversi della rugiada, creano un’atmosfera irreale e fatata. Superata la bella radura di Paruscìn, con al centro un tipico stavolo, ci si addentra nuovamente nell’abetaia che viene poi sostituita dalla faggeta, fino a raggiungere ampi sprazzi prativi occupati da un rustico (m. 1165). Giunti in prossimità del bivio per il monte Rivo si svolta a destra e attraversato un rado bosco si giunge al panoramico terrazzo del Bivacco Lander (m. 1190, ore 1.30), inerpicandosi sul pendio retrostante il bivacco è possibile affacciarsi al grandioso scoscendimento del monte Cucco detto “lis vinadiis” (forre, voragini) caratterizzato da bizzarri e friabili campanili. Continuando sull’incerto sentiero che costeggia la frana si raggiunge la cima del Monte Rivo.

Percorrendo a ritroso l’ultimo tratto del sentiero fino al bivio, si riprende il sentiero 408, che prosegue con modesta pendenza nel sottobosco, si oltrepassa il costone di Mondovana incontrando diversi alberi caduti da aggirare, si raggiunge Casera Monte Cucco (m. 1445, ore 2.15). Alla casera, dopo aver oltrepassato una radura ricoperta da rigogliose piante di ortica, si abbandona il sentiero 408 per immettersi a destra sul 408a che porta alla sommità del Monte di Rivo, sul bordo della colossale erosione. Si segue brevemente il filo di cresta verso est per poi ridiscendere sul pendio settentrionale e raggiungere una pietraia da risalire, facendo molta attenzione a non perdere il segnavia, per guadagnare la cresta sommitale, quindi in direzione sud-est per roccette ricoperte di mughi si la cima del Monte Cucco (m. 1804, ore 3.40).

Dalla cima si continua per prati e roccette fino a confluire con il sentiero 409 che si segue verso destra sovrastando la Malga Cucco di Sotto. Si procede su di un ripido ed incerto pendio erboso per raggiungere verso sud un’esile dorsale, da dove è visibile il minore e meno conosciuto catino franoso del Monte Salin, ci si abbassa cautamente sul filo di cresta fino a raggiungere una selletta rivolta a nord verso l’anfiteatro dei Lander. Si discende un canale e ci si inoltra nel bosco Faéit, dove una trattorabile ci ricollega alla carrareccia, che imboccata a destra, ci riporta alla Maina della Madonute (ore 6.00).
 

Commenti 

 
#1 Cristian 2012-07-02 21:18 Segnalo il sentiero 409, al rientro in discesa, impervio e direi abbastanza pericoloso. Il terreno è molto scivoloso causa la tipologia del terreno franoso; in alcuni punti il sentiero stesso risulta poco segnato, con erba alta, e sulla cresta del monte, a ridosso di strapiombi.
Confermo quindi la discesa molto impegnativa e psicologicamente faticosa.