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Rifugio Grego dalla Val Saisera
Scritto da Marco   
Escursione semplice, corta, ma non priva di scorci incantevoli e vedute magnifiche.

Da Malborghetto o Ugovizza (UD) raggiungiamo il paese di Valbruna per poi proseguire lungo la Val Saisera fino a quando la strada asfaltata termina, in corrispondenza di una caserma abbandonata.

Parcheggiata l'auto ci incamminiamo, fortunatamente con le ciaspole già ai piedi, lungo la recinzione della caserma per raggiungere il ponte che ci permette di oltrepassare un torrente e raggiungere i prati della Malga Saisera dove d'inverno c'è la pista dello sci da fondo.

Sulla destra della pista da sci, in fondo ad un rettilineo, incontriamo un'ancona votiva, sulla destra della quale ha inizio il sentiero nr. 611 che porta al Rif. Grego (cartelli).

Il sentiero inizia a salire in maniera decisa già da subito per strette volte guadagnando subito quota. Malgrado il sentiero salga decisamente, con le ciaspole è fattibilissimo anche senza particolare preparazione od allenamento. Se si desidera evitare le strette volte e scegliere una salita più dolce, si può salire lungo il tracciato della forestale ma con tempi di percorrenza più lunghi.

Il sentiero sale per strette volte in mezzo ad un meraviglioso e ricco bosco di faggio, abete bianco e abete rosso e, grazie al lavoro di Renato (il gestore del Rif. Grego) che prepara il sentiero dopo una bella nevicata, in poco più di un'oretta arriviamo al Rifugio.

Il rifugio è posto in una posizione incantevole al centro della conca della Val Saisera ed ai piedi delle magnifiche pareti nord del Montasio e con splendide vedute sullo Jof Fuart. Come sempre i fine settimana il rifugio è aperto ed il languorino nello stomaco e la giornata particolarmente fredda ci invoglia ad entrare. La gentilezza e la semplicità di Renato ci accolgono all'interno della sala da pranzo, e la stufa a legna riscalda l'ambiente già intiepidito dall'arredamento completamente in legno. Dopo una sana birra e dopo aver degustato il piatto di affettati casalinghi, decidiamo di fare ancora una passeggiata nei boschi attorno e di godere degli splendidi panorami ancora per un po' prima di ritornare a valle.

Per il ritorno ripercorriamo il medesimo itinerario utilizzato per la salita e, in poco più di mezz'ora ritorniamo alla nostra autovettura.


Itinerari in zona
Dal rifugio è possibile raggiungere in pochissimi minuti il vicino laghetto percorrendo il sentiero 651. inoltre dal rifugio è possibile salire allo Jôf di Sompdogna 1.889 m (sent. 610, ore 1.20 senza neve), oppure salire allo Jôf di Miezegnot 2.087 m (sent. 609, ore 2.30 senza neve).

Curiosità
Un po' di storia
Il Forte di Prato Piazza situato di fronte al Rifugio Vallandro, fu costruito tra il 1888 e il 1895 dall'impero austro-ungarico.
All'inizio della Prima Guerra Mondiale, il forte aveva quasi 40 anni, durante i quali, gli armamenti erano mutati diverse volte, mentre per quanto riguarda la struttura, questa non venne modificata. Durante la guerra il forte venne ripetutamente attaccato dall'artiglieria italiana posizionata di fronte, e precisamente sul Monte Cristallo. Per queste ragioni fu quindi disarmato e la sua artiglieria fu riposizionata all’aperto, in una postazione di tiro ideale.
Nonostante ciò, il forte si rivelò comunque utile come osservatorio, data la sua posizione elevata, da cui godeva un ottimo panorama sulle postazioni italiane.
Al forte fu presente una guarnigione composta soltanto da una ventina di soldati.
Dopo la fine della guerra, il forte fu dismesso dal Demanio Militare Italiano e divenne proprietà privata. Attualmente è in uno stato disastroso e non è visitabile al suo interno, dato che le sue porte e finestre sono sbarrate da travi di legno.