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Cuestalta - via ferrata per la cresta nord
Scritto da Giovanni Lena   
Montagna stupenda, con panorami emozionanti sulle Alpi Carniche e Giulie.

Dalla frazione di Laipácco, che precede il paese di Timáu (si raggiunge percorrendo la Statale 52b Tolmezzo-Passo di Monte Croce Carnico), si imbocca sulla destra una strada forestale seguendo le indicazioni “Foresta di Pramosio”, che si inoltra in una vasta pineta. La strada sterrata sale rapidamente con numerosi tornanti fino al Pian Riposo dell'Asino, poi oltre il limite del bosco un attraversamento in quota conduce alla Casera Pramosio Bassa (m1521).

Dal parcheggio si imbocca il sentiero nr. 407 (mulattiera) che sale i pascoli verso Est e che si collega alla pista che porta alla vicina caserma chiusa. Si rimonta una valletta ricoperta di cespugli ed erba alta mirando a Sella Cercevésa (m. 1870, ore 0.45). Affacciati al vallone omonimo, si scende sulla destra per il camminamento invaso da arbusti, si prosegue a N.E. superando i ruderi di Casera Cercevésa e il successivo bivio nei pressi di un rio.

Imboccato il sentiero nr. 448a, si attraversano diagonalmente i ripidi pendii erbosi che discendono dalla lunga cresta occidentale della Cuestálta. Dopo alcuni ruscelli si affiancano i ruderi di un'altra casera e si aggira lo spallone posto a sud del Cuestálta. Si percorre in lieve discesa lo scoscendimento coronato dalla Creta Rossa, dove la mulattiera scavata nel suolo roccioso supera alcune sorgenti e piccoli colatoi. Trascurata la deviazione sulla sinistra di un sentiero particolarmente esposto, diretto alla Cuestálta da Sud, si rasentano lastronate rossastre raggiungendo una selletta (incantevole panorama che si spinge fino alle Alpi Giulie) sovrastata da resti di trincee.

Scavalcata la dorsale orientale della Cuestálta, si entra nella parte alta del vallone Pecól di Chiáula, da dove si scorge verso Nord la Punta Medatte e la sommità della nostra meta. Disceso un tratto ricoperto da ontani, si raggiunge il Rifugio Fabiani (m. 1539); sulla sinistra di quest'ultimo si risale il sentiero nr. 454, per raggiungere il Passo Pecól di Chiáula (m 1797, ore 3.15 dalla partenza). Costeggiando sulla sinistra il confine italo/austriaco (lungo reticolato-traccia incerta), si incontra il sentiero austriaco che sale alla croce di ferro posta sulla cima alla Punta Medatte.

Discesa la cresta opposta lungo un bellissimo sentiero scavato nella roccia ed attrezzato con cavo corrimano, si raggiunge la base della cresta settentrionale del Cuestálta, la si risale seguendo il cavo che, ben posizionato semplifica passaggi di arrampicata meno difficili di quanto sembrino (II grado). Aggirata l’ultima lastra rocciosa sulla sinistra, si imbocca un canalino a squame rossastre per raggiungere la cima del Cuestálta (m 2198, croce e libro di vetta, ore 1.30 dal Passo Pecól di Cjáula, ore 4.45 dal parcheggio). Dalla cima si gode un panorama a 360 gradi veramente incantevole, impreziosito anche dalla posizione privilegiata del Cuestálta sulle Alpi austriache.

Per la discesa, si attraversa la sommità della Cuestálta, imboccato il sentiero nr. 448 che volge a occidente lambendo la cresta erbosa verso il Monte Scarniz; costante la presenza di trincee e bunker e costante anche la bellezza del panorama. Attraversando tratti con caratteristiche rocce a lamine cristalline disposte parallelamente (da cui deriva il toponimo Lastre della Cercevésa), ci si riaffaccia sull’anfiteatro dei pascoli di Pramosio. Abbassandosi per ripidi paloni erbosi si raggiunge l’omonimo Passo, quindi si imbocca verso sud la pista forestale che riporta a Casera Pramosio (m 1521, ore 1.30 da Cuestálta, ore 6.30 complessive).