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Robon (Monte) - dalla mulattiera del Poviz
Scritto da luca   
Escursione facile in ambiente "arcano"

Dal piazzale antistante la funivia del Monte Canin a Sella Nevea che si raggiunge risalendo tutta la Val Raccolana dal paese di Chiusaforte (UD), dietro l’Hotel Canin per i prati seguendo sulla sinistra il tracciato della sciovia si individua la mulattiera di guerra (cartello CAI 636 - 637 ) con indicazioni per Sella Prevala e Sella Robon (Mulattiera del Poviz).

Si risale la mulattiera nel bosco di abete e larice, e dopo poco si incontrano i primi resti di una costruzione militare della grande guerra. Rasentando una fascia rocciosa si risalgono abbastanza comodamente i tornanti e cominciano a delinearsi i primi effetti dell’erosione tra le rocce affioranti. La vegetazione muta in corrispondenza della radura sotto il Monte Poviz e in presenza di mughi, larici bassi, e cespugli i fenomeni carsici si fanno sempre più evidenti presentandoci un paesaggio ricco di pozzi profondi a volte coperti dalla vegetazione e incisioni sulle rocce calcaree che sembrano rughe.

Superata la radura tra il Poviz, il Col Lopic e il Monte Leupa il sentiero si snoda verso est in un paesaggio che si può definire caotico, tra lastronate incise e rada vegetazione. Si abbandonano le indicazioni per il Rifugio Gilberti e Sella Prevala proseguendo sempre verso est sul sentiero Cai 637 per Sella Robon. Il sentiero prosegue districandosi tra buchi anche profondi e solchi scavati dall’erosione e in brevi tornanti tocca la sua parte alta (panorama sulla catena del Canin, Altopiano del Montasio, gruppo Jof Fuart) per poi ridiscendere verso est in direzione della Sella Robon e del Monte Robon che compaiono di fronte.

Il sentiero invita piacevolmente verso il catino ghiaioso al cospetto della Catena del Canin e del Monte Cergnala. Con rapida salita in un paio di tornanti si risale le pendici di Sella Robon occupata da numerosi resti della grande guerra e dal Bivacco Speleologico Modonutti – Savoia. Alla sinistra del bivacco si segue un sentierino che con passaggi scavati tra le rocce, gradini e facili arrampicate tra labirinti calcarei in un paesaggio tormentato, districato tra profondi abissi e passaggi ci porta pittorescamente alla vetta. Abbiamo avuto la cura di sistemare un po di ometti in quanto i bollini rossi non sono evidenti.

Dalla cima il panorama è quanto mai interessante su tutte le Alpi Giulie: a sud su tutta la cresta di confine della Slovenia e a Nord sulla catena del Montasio , l’altopiano , il gruppo dello Jof Fuart , le Cinque Punte e il gruppo del Mangart. In vetta non c’è nessuno e la pace del luogo ci invita ad una piacevole sosta di meditazione sull’immensità dei luoghi e sui panorami che la natura ci offre.

Scendiamo per il medesimo itinerario fino alla piana sotto il Monte Robon per poi piegare a destra lungo la conca ghiaiosa in direzione del Pian del Lope (cartello Sella Nevea 2 ore ). Il sentiero rasenta le strapiombanti pareti del monte Robon per poi dopo una serie di tornantini attraversare il Pian del Lope e il bosco sotto le pareti del Col Lopic , scendendo poi di quota decisamente su terreno pietroso si perviene ad una carrareccia forestale che in breve ci riporta sulla strada per Sella Nevea e al parcheggio .