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Lagazuoi - Sentiero dei Kaiserjäger e Galleria del Lagazuoi
Scritto da Marco   
Spettacolare itinerario tra panorami mozzafiato e percorsi nella storia. Si consiglia a persone prive di senso di vertigine.

La nostra escursione parte dal parcheggio del forte "3 Sassi" al passo Valparola. Attraversata la strada si inizia a percorrere il Sentiero dei Kaiserjäger, che in leggerissima salita ci fa raggiungere i resti del Comando Austriaco, addossati ad un grande masso. Si prosegue dietro al grande masso lungo un camminamento della prima linea detta "Vonbank". Le trincee della postazione "Vonbank" sono state restaurate e rese percorribili, permettendo così di conoscere il valore tattico della postazione sovrastante il Passo Falzarego, ma anche la capacità offensiva della Cengia Martini che la sovrasta e che fu occupata dagli Alpini durante il conflitto.

Si seguono le indicazioni per “Sentiero dei Kaserjäger” e “Trincea del Passo”. Il sentiero sale a serpentina verso la cima del Piccolo Lagazuoi, ma dopo pochi tornanti una deviazione a destra ci porta nelle caverne scavate alla base della montagna, ove sono state ricostruite la cucina e il dormitorio dei soldati inserendo allestimenti ed arredi con copie di oggetti originali.

Ritornati sui nostri passi dopo la breve deviazione e ripreso il nostro sentiero, si giunge alla base della montagna; in alcuni punti delle funi fisse in parete rendono più sicuro il cammino e ci permettono di raggiungere un ponte sospeso a funi metalliche lungo 15 metri (ricostruito nel medesimo posto di quello originale austriaco di cui sono ancora visibili gli ancoraggi, i denti di appoggio e gli spezzoni delle funi originali).

Superato grazie al ponte sospeso (fermo e solido) il profondo canalino, si sale con corde fisse verso la Cengia Austriaca che si contrapponeva a quella Italiana; affacciandosi sul cratere della 3° mina austriaca ci si rende conto della violenza dell’esplosione che fece precipitare a valle oltre 100.000 metri cubi di roccia.

Dalla larga cengia il sentiero prosegue tagliando diagonalmente verso nord-ovest la montagna. Si superano due punti dove alcune funi fisse ci accompagnano per ovviare ad eventuali problemi di vertigine. Si giunge così in breve all'estremamente panoramica cima del Piccolo Lagazuoi (m 2.800). E' necessario spendere un po' di minuti per ammirare il panorama di rara bellezza che spazia dalle Odle, al Sella, alla Civetta, al Pelmo, all' Antelao, alle Tofane ed al gruppo dell' Alpe di Fanes.

Dalla cima del Piccolo Lagazuoi in alcuni minuti raggiungiamo il Rifugio Lagazuoi, dal quale possiamo scegliere diverse alternative per la discesa. Quella che abbiamo scelto noi, consigliata se si vuole fare un percorso lungo i sentieri della guerra, è quella di raggiungere il passo Falzarego scendendo lungo la galleria di mina italiana.

Dal Rifugio Lagazuoi, scesi alcuni gradini, si giunge alla stazione a monte della Funivia omonima. Tramite un comodo sentiero che transita sotto l'Anticima del Piccolo Lagazuoi, e che percorre un interessante sistema di trincee che costituiva un posto di osservazione dell'esercito austriaco, si raggiunge l'imbocco della galleria.

Attraverso la galleria attrezzata si scende ripidamente passando davanti ad aperture e caverne, alcune riattate con le attrezzature dell'epoca. Nella parte inferiore della parete si raggiunge la fine della galleria. La galleria di mina è in realtà un complicato groviglio: oltre al ramo costruito per piazzare una grande mina, ci sono la galleria di spalla (il cui sbocco esterno sull'Anticima servì come uscita per le pattuglie italiane di assaltatori dopo lo scoppio della mina) e la galleria dell'artiglieria (dalla quale i cannoni italiani tiravano verso il Sass di Stria). Inoltre ci sono la galleria a spirale, il ramo inferiore che sbocca sulla Cengia Martini, e il ramo orizzontale che correva parallelamente alla cengia offrendo riparo dal tiro austriaco.

Alla fine della galleria a valle si sbuca sulla Cengia Martini, e percorrendola verso destra fin quasi sotto la funivia, si possono visitare i resti dei ricoveri, delle baracche, dei camminamenti. Rientrati sui propri passi, si raggiunge il sentiero n. 402 che ci porterà fino al Passo Faizarego.

Dal Passo Falzarego si percorre (in salita) un tratto della strada che porta al Passo Valparola per riprendere la nostra auto.


(*) Due tratti attrezzati un po' esposti lungo la salita ed il percorso all'interno della galleria di mina italiana consigliano, alle persone non allenate, l'uso di un cordino di sicurezza. Se si possiede un caschetto è meglio portarlo per evitare colpi accidentali lungo la galleria, in particolare se si è alti di statura.

Itinerari in zona
Dalla cima del Lagazuoi le possibilità di discesa a valle sono molteplici e tutte interessanti. Se si vuole evitare la galleria si può scendere prendendo i sentieri 401 e 402 passando per le forcelle Lagazuoi e Travenanzes.
Un'altra proposta molto bella è quella di realizzare l'escursione parcheggiando l'auto nei pressi del Campeggio Sas Dlacia a San Cassiano in Val Badia. Parcheggiata l'auto si sale al passo Valparola con i frequenti mezzi pubblici e, una volta giunti in cima al Piccolo Lagazuoi come da itinerario descritto qui sopra, invece di recarsi alla galleria si prende il sentiero nr. 20 che, attraverso la suggestiva Alpe di Lagazuoi, il bel Rifugio Scotoni e la Capanna Alpina, ci riporta esattamente alla nostra auto (cartina tabacco nr. 7).

Notizie Utili
Le gallerie del Lagazuoi
La direzione e progettazione dell’impresa venne affidata agli stessi ufficiali che diressero i lavori per la mina del Castelletto (galleria che oggigiorno porta alla partenza della via ferrata Lipella Tofana): i tenenti Malvezzi e Cadorin. I lavori, con qualche sospensione, durarono circa 6 mesi durante i quali furono scavati ben 1100 metri di galleria principale oltre ad altri condotti secondari. Il 19.06.1917 fu completato il caricamento dell’esplosivo nella camera di scoppio. Vennero impiegati 33.000 Kg di gelatina, quantitativo quasi eguale a quello impiegato al Castelletto. Alle ore 23.00 del 20.06.1917 venne dato fuoco agli inneschi. Gli austriaci però avevano nel frattempo abbandonato la posizione quota 2668 indotti a ciò dall’allarme provocati dai lavori di mina e dal disturbo conseguente altre azioni offensive che rendevano difficile il loro rifornimento. Gli alpini occuparono il cratere della mina ma non riuscirono a progredire malgrado eroici sforzi a causa di un fortissimo concentramento di tiro di mitragliatrice. La punta demolita dalla mina ha preso nome del comandante della posizione, capitano Berrino.
La società Lagazuoi, nel 1996 ha iniziato i lavori di ripristino della galleria, mettendo anche in opera un cordino che serve da corrimano lungo tutta la tratta. Meno di un anno dopo gli alpini del Col. Mora portano il loro aiuto aprendo le gallerie laterali e completando i lavori alla galleria principale, rendendo così agevole il transito dei visitatori. Da rilevare anche il contributo dato ai lavori dalle forze dell'esercito austriaco; la montagna simbolo della "Grande Guerra" è diventata simbolo di pace e tolleranza.

Forte Tre Sassi - Passo Valparola
Il Forte Tre Sassi, a Passo Valparola, è una delle più interessanti testimonianze della Grande Guerra sul fronte dolomitico. Fu costruito nel 1897 a difesa dei confini meridionali dell'Impero austro-ungarico, e fu poi ammodernato nel 1910.
Dopo poche settimane di guerra la fortezza fu colpita e perforata da bombe sparate dalle 5 Torri, e quindi fu evacuato.
Oggi il Forte è stato ristrutturato ed espone gli equipaggiamenti e oggetti di uso quotidiano dei soldati.
Visita: a pagamento. Orario: 10.00 - 12.30, 13.30 -17. 00. In inverno solo su richiesta, per gruppi di minimo 15 persone.
Per maggiori informazioni: tel. (+39) 0436 861112 - cell. 347 970781 oppure 340 3586791

 

Commenti 

 
#2 monica 2012-12-03 19:57 E' possibile effettuare qualche escursione in inverno x un gruppo di 25 persone dal 26/12 al 2/1
Grazie
 
 
#1 monica 2012-12-03 19:56 dal 26/12 al 2/1 è possibile effettuare qualche escursione
Grazie