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Gruppo Sella - Traversata
Scritto da Marco   
Bellissima escursione, da fare con il bel tempo per il panorama che si gode soprattutto dal Piz Boè.

Lasciata l'auto a Colfosco in Val Badia, abbiamo preso il pullman diretto ad Arabba-Passo Pordoi. Dal Passo Pordoi prendere la funivia (l'escursione è comunque già lunghetta); dall'arrivo della stazione a monte della funivia, sosta per foto verso un meraviglioso scenario verso il gruppo del Sassolungo, del Catinaccio, ecc...

Ci si incammina quindi verso est sul sentiero 627, dopo circa 15 minuti raggiungiamo il rifugio forcella Pordoi; proseguiamo dritti sempre fino a un bivio dove prenderemo a destra il sentiero 638 in direzione Piz Boè. Il sentiero (facile ed ultra-praticato) prosegue inerpicandosi sul dorsale sud della montagna terminando a strette volte sulla cresta sommitale dove si trova il rifugio Capanna Fassa al Piz Boè a quota 3152 m (ore 1 dalla partenza)...che panorama! (guarda)

Dalla cima si scende sul lato nord ovest in direzione del Rifugio Boè; il sentiero è un pò ripido, c'è qualche tratto di corda nei punti più scivolosi. Fare attenzione se ha nevicato da poco.

Raggiunto il rifugio Boè vale una foto la magnifica vista sulla lunga Val de Mesdì. Da qui si può scegliere anche quest'ultima per il rientro a Colfosco, ma noi preferiamo continuare la traversata da sopra il Sella, seguendo all'inizio il sentiero 647.

A un certo punto il sentiero si biforca, seguire a destra in direzione Rifugio Pisciadù sentiero 666. Imboccato questo sentiero, quasi immediatamente c'è la possibilità di prendere a sinistra una scorciatoia con un piccolo tratto attrezzato senza problemi. Al bivio con il sentiero 649 prendere a destra e proseguire sul 666 fino a una sella a quota 3000 (50 min dal rifugio Boè).

Il sentiero inizia a scendere dapprima zigzagando tra roccette, poi per comodo sentiero sul fianco sinistro del Piz Pisciadù (che ad avere ancora un'oretta varrebbe la pena salirci), fino a raggiungere l'omonimo lago e rifugio (altri 50 min dalla sella). Subito dopo il lago girare a destra sul sentiero 664 per scendere verso la Val De Mesdì. Si scende per sentiero ripido "spaccamenischi" a volte attrezzato nei tratti più difficoltosi, ma mai esposto.

Dopo circa 1 ora e 15 Il sentiero si congiunge al 651 che scende dal Rifugio Boè. Girare a sinistra e seguire il sentiero lungo il tratto finale della lunga valle, per poi giungere (superato un boschetto) ai prati di Colfosco da dove siamo partiti in pullman.



Curiosità
La leggenda della "Gana della Val de Mesdì"
Nella Val Mezdì, nel massiccio del Sella sopra Colfosco viveva una giovane “gana” (salvans e ganes erano gli abitanti dei boschi e dei monti). Soltanto chi si arrampicava verso il Pisciadù o il Boè, aveva la fortuna di incontrarla. Quando sulle cime scendeva la neve e brina e ghiaccio ricoprivano rocce, boschi e prati, la bella gana scendeva in paese per svernare presso il maso Pecëi. Il giovane contadino del maso si innamorò di lei e la chiese in sposa. La gana acconsentì a condizione di non essere mai toccata con il rovescio della mano. Il contadino innamorato acconsentì ed i due vissero per molti anni in armonia perfetta ed ebbero un gran numero di figli. La gana era benvoluta da tutti i compaesani e più di uno invidiavano il giovane contadino per la fortuna avuta.
Una sera d’estate la gana era intenta a fare il bagno al figlioletto più piccolo. Un moscerino fastidioso continuava a pungerle il viso e, per non fare scivolare il piccino, ella chiese al marito di allontanarle il moscerino dal viso. Questi, scordano la promessa fatta prima del matrimonio, scaccio il moscerino con il dorso della mano. La gana impallidì, lanciò un urlo straziante e sparì. A nulla valsero i pianti disperati dei bambini e le suppliche strazianti del marito. La bella gana svanì nel nulla e lasciò solo un tenero ricordo nel cuore dei familiari e di tutti gli abitanti di Colfosco.