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Gartnerkofel (Monte)
Scritto da Marco   
Bella e facile escursione. Ambiente meraviglioso e grandiosi panorami.

Il punto di partenza per questa escursione è Passo Pramollo (UD) che si raggiunge da Pontebba risalendo la tortuosa strada provinciale per il Passo Pramollo. Raggiunto il bel laghetto al Passo Pramollo, superiamo il confine di Stato e lasciamo l'auto nel primo parcheggio che troviamo sulla nostra sinistra in territorio austriaco.

Indossato lo zaino, ci incamminiamo lungo la strada asfaltata che si stacca sulla destra subito superato il confine di Stato, in direzione della chiesetta sovrastante il passo. Lungo la rotabile ammiriamo scorci panoramici sul sottostante lago italiano e sulle infinite praterie austriache (coperte da impianti di risalita). Raggiungiamo in breve l'albergo Alpenhof Plattner che superiamo e giungiamo alla Watschiger Alm con l'attiguo simpatico laghetto. I più pigri eventualmente possono giungere in auto fino a qui.

Superata la bella malga, sul fianco orientale del piccolo lago si stacca il sentiero 410, ben segnalato, in direzione del Monte Gartnerkofel. Iniziamo la salita in mezzo a pini mughi, abeti e qualche larice, elevandoci progressivamente di altitudine e passando sotto ai cavi della seggiovia. Il sentiero ci guida in una lunga traversata diagonale tagliando la grande pista da sci, in direzione della visibile sella tra il Gartnerkofel ed il Kammleiten denominata Kühlweger Törl. Dopo 45 minuti dalla partenza ed a circa 50 metri di dislivello dalla sella troviamo le indicazioni per il Gartnerkofel che ci suggeriscono di girare verso destra sul sentiero 412 ed iniziare una dolce salita in diagonale nella direzione opposta a quella seguita fino ad ora.

Gli alberi ed i pini mughi hanno oramai lasciato spazio ad erba, pietre e qualche fiore, ma la nostra attenzione è senz'altro catturata dal bel panorama che ci accompagna. Giunti nei pressi della stazione a monte di un piccolo impianto di risalita, troviamo altre chiare indicazioni che ci dicono di girare a sinistra. Seguendo il sentiero in poco tempo arriviamo alla sella tra il Gartnerkofel ed il Kuhweger Kofel, dove giriamo ancora a sinistra in direzione dell'ormai visibile croce di vetta.

Il sentiero sale repentinamente
, ma la salita non dura molto perchè in un quarto d'ora dalla sella giungiamo alla bella croce di vetta (m 2195 - ore 1,40). Da questo punto un aperto panorama a 360° ci riempie il cuore e rimaniamo incantati ad indovinare il nome delle cime attorno a noi, ma un gioco di colori creato dall'umidità e dal sole d'agosto attira la nostra attenzione sulle Giulie.

Iniziamo la via del ritorno, ripercorrendo a ritroso un tratto del sentiero fatto all'andata, fino all'arrivo dell'impianto di risalita. Da qui scendiamo lungo la pista da sci, che a tratti si rivela un divertente ghiaione, arrivando alla sella Gartner facilmente identificabile per i diversi impianti di risalita presenti.

Dalla sella, superato uno steccato, imbocchiamo una comoda e larga strada sterrata che scende dolcemente e che in breve ci porta sul tratto di strada asfaltata che abbiamo percorso all'andata. All'incrocio con questa, giriamo a sinistra ed in pochi minuti giungiamo alla nostra auto. (4 ore totali comprese soste)



Itinerari in zona

Per salire al Gartnerkofel è possibile anche effettuare un anello salendo alla cima dal versante nord-ovest (dalla sella Kühlweger Törl) e facendo una traversata in cresta in direzione sud-est fino alla cima, per poi scendere dal sentiero sul versante sud-est. A differenza dell'itinerario descritto nella relazione, la salita dalla cresta occidentale richiede attenzione e fermezza di piede (è un primo grado inferiore).

Notizie Utili

Ogni anno due occasioni da non mancare per ritrovarsi in allegria a Pramollo sono l'Incontro Internazionale alpino (ultima domenica di giugno), e la Festa dell'Amicizia Friuli - Carinzia (la prima domenica di agosto). Due feste dove oltre alle bellezze naturalistiche di Pramollo ritroviamo amicizia, allegria, enogastronomia, folklore e musica.
Un altro incontro degno di nota, ma esclusivamente gastronomico, che si sta ripetendo negli ultimi anni è "Frico Senza Confini", ovverossia la festa del frico: si tiene in una delle domeniche di luglio presso l'albergo "Alpenhof Plattner" e mette a confronto questa particolare pietanza preparata dalle diverse tradizioni gastronomiche italiane, austriache e slovene.

Geologia del territorio

La zona del Passo Pramollo riveste grande importanza sotto l' aspetto naturalistico e geologico e fu oggetto di studi approfonditi già agli inizi del Novecento da parte di eminenti scienziati austriaci e italiani, tra i quali Schellwein e Gortani. Essa fa parte della catena Paleocarnica, estesa dal Comelico alle Caravanche e formata da grandi scaglie tettoniche orientate circa E-W. Le rocce della zona sono molto ricche di fossili. Anticamente l'area era costituita soprattutto da un ambiente fluvio-deltizio e da un mare basso, il cosiddetto Bacino del Pramollo: un'insenatura posta lungo la linea di costa ad andamento frastagliato, caratterizzata da clima tropicale con paludi, lagune e stagni ed una lussureggiante vegetazione. All'assetto morfologico della zona hanno poi contribuito il modellamento operato dai ghiacciai quaternari e le azioni erosive e di trasporto degli agenti meteorici e dei corsi d'acqua.

Cenni di storia

La storia del comprensorio è stata legata all' Austria fino al termine della Prima guerra mondiale. Già nel 1521 il confine tra la Repubblica di Venezia e l' Austria era delimitato dal torrente Pontebbana, situato nel fondovalle del versante sud del monte Cavallo. Questa linea di confine, che divideva anche l'abitato di Pontebba in due parti chiamate Pontebba veneta e Pontafel o Pontebba imperiale è stata mantenuta fino al 1918. Dopo la sconfitta dell'esercito autro-ungarico e la ridefinizione della frontiera molte delle proprietà austriache situate nella zona del Pramollo, divennero italiane. Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento nella zona furono costruiti numerosi fortini e casermette molte delle quali sono ancora visibili e in buono stato di conservazione.