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Forcella Turriee da Paularo
Scritto da luca   
Escursione facile, in parte su sentiero in parte su carrareccia forestale. Terreno ideale per escursione invernale con racchette da neve (visto il dislivello, se fatto con le ciaspe richiede allenamento). Belli i panorami dalla forcella.

Si percorre con l’auto la val d’Incarojo fino all’abitato di Paularo. Oltrepassato il ponte sul torrente Chiarsò si prendono a destra le indicazioni per la piccola frazione di Casaso, superando tutte le case per terminare su un piccolo spiazzo in corrispondenza di una stazione di presa dell’acqua (mt 720).

Parcheggiata l’auto ci incamminiamo lungo il sentiero che ha inizio subito a sinistra del manufatto di cemento seguendo i segnali del sentiero (non ci sono cartelli ma solo i segni rossi e bianchi). Dietro di noi la sagoma imponente del Tersadia. Il sentiero, dopo un brevissimo tratto in leggera salita e dopo aver attraversato un piccolo spazio prativo con un vecchio fienile, si inerpica ripidamente in un bosco in prevalenza di abete rosso. Questo tratto di sentiero, che si svolge prevalentemente nel bosco non è particolarmente remunerativo dal punto di vista panoramico e continua in costante e accentuata salita.

Il bosco di abeti lascia spazio a piccoli faggi e noccioli e in corrispondenza della seconda ancona votiva che incontriamo sul sentiero, si esce improvvisamente per un po' su alcuni spiazzi prativi. Il percorso si fa ora decisamente meno ripido concedendoci un po' di respiro, così assieme alla prima neve possiamo piacevolmente ammirare alcune piccole baite private e tra le fronde spoglie degli alberi le montagne circostanti, dallo Zermula al Monte Pizzul e al Salinchiet il Monte Dimon e il Paularo. Poi si rientra a tratti nel bosco e si riprende a salire ancora per un pò lungo i fianchi dei monti Zouf e Chiastilirs. Il territorio è caratterizzato da profonde frane ed erosioni ben visibili dal sentiero, che precipitano giù fino al greto del torrente Turriee.

Si esce finalmente dal bosco e il sentiero fin qui percorso si trasforma in comoda strada forestale solo a tratti coperta da recenti brevi nevicate e ghiaccio che in leggera discesa ci porta in direzione del ricovero Chianeipade. Incontriamo prima sulla nostra destra un’altra baita privata (mt. 1135 - Zouf di La) posta in un grazioso prato da cui si gode uno stupendo panorama sul monte Sernio.

Percorriamo la forestale per un tratto abbastanza lungo e dopo aver ripreso a salire dolcemente immersi in un bellissimo bosco di faggio dall’altissimo fusto, dopo un paio di tornanti incrociamo un’altra strada forestale proveniente da Dierico. Proseguiamo diritti immersi nel bosco della foresta di Forchiutta e presto incrociamo il bel rifugio forestale di Chianeipade ( mt. 1248 ore 2) . Il rifugio è piccolo e molto bello, strutturato su due livelli, in parte in muratura e in parte in legno. Purtroppo è chiuso. All’esterno del rifugio sono presenti alcune strutture per la sosta su un gradevole prato. Ci fermiamo un attimo per una breve sosta ristoratrice.

Dopo questo attimo di riposo sotto un pallido sole invernale riprendiamo il cammino seguendo ancora la strada forestale che prosegue quasi pianeggiante fino ad un bivio. Si tiene la destra scendendo sul greto del rio Cullar dove la strada di nuovo si trasforma in sentiero per l’occasione coperto di neve ma comunque di comoda percorrenza. Si risalgono con alcune serpentine i fianchi del monte che portano verso forcella Turriee, attraversando per un tratto il rado bosco del monte Cullar per poi improvvisamente uscire su un tratto quasi piano coperto di neve. Già da qui si incomincia ad intravedere lo stupendo panorama che ci offrirà la forcella. Ancora un breve tratto di salita e lo spazio si apre sui pascoli della Casera Turriee (mt. 1556 ore 3) adibita a ricovero per escursionisti.

Il vento forte fa la sua improvvisa comparsa aumentando ulteriormente la sensazione di freddo pungente che caratterizza la giornata. Nonostante ciò mi soffermo per un pò ad ammirare i panorami che lo stupendo luogo ci offre: verso nord est mi appare in primo piano la Creta di Riosecco con dietro il Monte Cavallo di Pontebba e un po' più a sinistra coperta in parte dal Monte Turrion, la Creta di Aip con la sua caratteristica forma piatta sommitale. Un rapido giro verso ovest e ancora lo Zermula, il Paularo, il Dimon e dietro spunta la sagoma prominente del gruppo del Coglians. Dopo alcuni scatti fotografici, una sosta al rifugio/ricovero.

Il ricovero è ben tenuto, sempre aperto. Accendiamo il fuoco che pian piano ci riscalda un po'. La fatica e il freddo sono ripagati dal calore della fiamma e dalla bellezza del luogo, come sempre comunque.

Dopo un po' riprendiamo il cammino per la discesa percorrendo lo stesso itinerario utilizzato per l’andata.


Itinerari in zona

Dalla forcella ci sono molte possibilità di altre interessanti escursioni : in particolare la possibilità di compiere un percorso ad anello con il sentiero 435 e 434 per Casera Forchiutta con discesa a Dierico e il collegamento con l’alta via della Val Incarojo.