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Cuelat (Monte) - Freikofel
Scritto da luca   
Escursione con peculiarità storiche in ambiente montano di rara bellezza.

L’escursione ha inizio dalla località ai laghetti nei pressi di Timau in Comune di Paluzza, sulla strada che porta a Passo di Monte Croce Carnico. In corrispondenza di una curva qualche centinaio di metri prima della Casetta in Canada, sulla destra della strada, ha inizio la carrareccia che segue il tracciato di una vecchia strada romana (m 920 cartello indicatore CAI 410).

Poco dopo la partenza si incontra il sentiero CAI 402a che si tralascia, proseguendo fino ad una piccola cappella votiva con indicazioni per il Pal Piccolo. Seguendo questa indicazione ci si inoltra in un bellissimo bosco di faggi con sentiero poco evidente (seguire rade frecce di colore azzurro) che ripidamente sale a tornanti fino a congiungersi con la mulattiera proveniente dalla Casa cantoniera con evidenti indicazioni sugli alberi del sentiero Cai 401a. Il sentiero continua a salire a tornanti a tratti ripido in un bosco con prevalenza di faggi le cui foglie cadute ricoprono interamente la mulattiera. Ogni tanto si incontrano delle panchine in tronchi di legno che consentono ai meno allenati momenti di riposo mentre tra i rami degli alberi appare la sagoma del Monte di Tierz e via via tutte le cime sopra la Val Chiaula fino ad intravedere in lontananza il Rifugio Marinelli a forcella Moraret.

Proseguendo in salita il bosco di faggi lascia spazio ad una fitta vegetazione di abeti e la salita si fa un po più dolce. La giornata uggiosa si trasforma e le nuvole scompaiono completamente proprio in corrispondenza della radura prativa che occupa la Cappella del Pal Piccolo (m 1428 ore 1.40). Il silenzio e la pace di questo sacro luogo ci invitano ad una pausa per visitare il vicino monumento cimiteriale dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.

Il sentiero prosegue dietro la cappella e oltrepassato un recinto si risale la valle prativa tralasciando le indicazioni per il Pal Piccolo e in breve si raggiunge la casera omonima (m 1538) dove sono presenti alcuni resti di fortificazioni che una volta fungevano da retrovia o quartiere generale per la linea del fronte. Risalendo i prati lungo l’evidente sentiero si raggiunge una sella erbosa al cospetto del Monte Cuelat, simile ad un dente di roccia o ad un inaccessibile torrione i cui salti di roccia cadono a picco sulla valle sottostante. La selletta offre la possibilità di ammirare un grazioso stagno alpino e uno stupendo panorama che spazia dalle imponenti pareti della Creta di Timau, del Gamspitz a tutta la valle del But. (m 1545 ore 2). Anche in questo luogo come in tutto l’itinerario si sente la presenza dei ricordi di guerra (sopra una roccia una piccola croce in onore dei caduti).

Il sentiero CAI 401a fin qui percorso si incrocia con il 401 (Carnia trekking e alta via delle Alpi Carniche). Lasciando la parte di destra che porta verso il passo Cavallo e la casera Pal Grande di sotto, prendiamo la parte del sentiero di sinistra in direzione del Pal Piccolo (cartello giallo per il Freikofel) risalendo il pendio erboso fino a raggiungere un bivio privo di indicazioni. A destra si risale la vecchia mulattiera di guerra (che faremo in discesa al ritorno) mentre a sinistra si procede in terreno accidentato a saliscendi tra i mughi in direzione del Pal Piccolo. Dopo poco si perviene ad un incrocio di sentieri dove, prestando molta attenzione soprattutto in caso di nebbia o nubi basse, volgendo lo sguardo verso nord individuiamo da lontano i poco visibili cartelli gialli di segnalazione austriaci. Quindi, abbandonato il sentiero Cai 401, ci avviciniamo ai cartelli gialli austriaci che indicano la direzione da seguire per il Freikofel su sentiero segnalato con segnavia austriaco 436 (l'imbocco del sentiero è accanto ad un vecchio cartello in legno con sbiadita scritta Freikofel). L'individuazione dell'attacco del sentiero richiede un po' di attenzione anche con visibilità ottimale.

L’itinerario che viene ora proposto è lungo la linea di confine dal lato austriaco e dopo poco inizia decisamente a salire per raggiungere la vetta. Il sentiero prevede tratti di facile arrampicata di I grado agevolati anche dalla presenza di alcune staffe e brevi tratti di cavi metallici. Non ci sono particolari difficoltà se non in caso di terreno bagnato o residui di neve data l’esposizione a nord, ma comunque tutto il tratto è in un canalino di roccia e quindi poco esposto. Già da qui si può ammirare splendidi panorami sul Pal Piccolo, Creta di Collinetta, sul Polinik, Mooskofel e le sottostanti valli austriache. Rapidamente per tracce e a vista, usciti dal tratto roccioso si giunge in vetta tra numerose opere della grande guerra ottimamente riviste e sistemate (m 1757 ore 2.45).

La vista è stupenda e il clima è inusuale per una giornata di autunno. Il nitido cielo azzurro consente di godere di uno stupendo panorama a 360° su tutta la catena del Pal, sella Avostanis e creta di Timau, Monte di Tierz, Crostis, Cjanevate e Cellon e su tutti i monti dal lato austriaco. La vista inoltre spazia sulla sottostante area prativa della Casera Pal Grande di Sotto e sul Passo Cavallo. Prima di una sosta ristoratrice meritata, visitiamo le opere di guerra in commosso silenzio. La sensazione della sacralità del luogo è forte pensando a quanti morti da entrambe le parti ci sono stati su questi luoghi per la difesa della propria bandiera e per la nostra libertà. E proprio in ricordo sulla vetta è presente un monumento ai caduti con le bandiere dei popoli una volta nemici e ora accomunati nello stesso luogo a sancire una duratura unione.

Tornando con la mente ai nostri tempi iniziamo la discesa per la mulattiera che attraversa ancora opere di guerra nel versante a sud e con ripidi tornanti su stretto sentiero un po' esposto ci riporta sulla selletta ad incrociare il sentiero CAI 401. Il tratto, non difficile, richiede però attenzione dati i salti di roccia sottostanti. Dalla selletta in corrispondenza della croce si procede ora verso ovest per il segnavia CAI 401, dapprima su prato e poi su stupendo bosco di faggi e abeti posto sotto la parete rocciosa a picco del Monte Cuelat.

Si supera un breve tratto malagevole assicurato da un cavetto metallico altrimenti aggirabile da un tratto di sentiero che scende a destra per poi risalire e dopo un leggerissimo saliscendi si perviene ad un quadrivio. Un sentiero proviene dal Passo Cavallo (possibile alternativa di discesa dal Cuelat), un altro va in direzione est verso le casere Pal Grande di sotto e di sopra (ottimamente attrezzate a ricovero) per proseguire verso Sella Avostanis. Un altro sentiero contrassegnato con il segnavia CAI 410 indica la strada per i laghetti di Timau. Prendiamo questa direzione percorrendo il sentiero del museo storico immerso in un bosco misto prima di abete rosso e poi faggi in costante discesa fino agli spazi prativi degli stavoli Roner. Il sentiero (CAI 410 e 402a ) a questo punto si ricongiunge in breve tempo all’itinerario di salita in corrispondenza della vecchia strada romana.

Mentre il sole tramonta dietro le pareti del Monte di Tierz, nascondendoci i colori del giorno raggiungiamo l’auto per il rientro (ore 4,45).


Itinerari in zona

Il monte Cuelat (Freikofel) è interessato dal passaggio sia dell’alta via delle Alpi Caniche o traversata Carnica, sia dagli itinerari del Carnia Trekking (triangolo rosso con campo bianco). Possibilità di attraversamento da Passo Monte Croce Carnico a Casera Pramosio per la Catena del Pal (Pal Piccolo, Cuelat, Pal grande, Cima Avostanis per i sentieri CAI 401 e 402).


Notizie Utili

Casere e ricoveri
: Possibilità di ricovero presso la casera Pal grande di sotto e casera Pal Grande di Sopra sempre aperte e ottimamente attrezzate.

Notizie di interesse storico

Il percorso di salita da Timau è parte della mulattiera di guerra che serviva all’approvvigionamento della prima linea e percorso dalle “Portatrici Carniche”. Lungo la salita si incontra la Cappella del Pal Piccolo con il piccolo cimitero di guerra. Tutta la zona è interessata da resti della prima guerra mondiale in quanto la prima linea dell’esercito italiano comandato dal generale Cadorna andava dal Passo di Monte Croce Carnico fino alla Sella di Avostanis e comprendeva il Pal Piccolo, il Cuelat, il Pal Grande e la Cima Avostanis, con le retrovie e le batterie di artiglieria posizionate sul retrostante Monte di Tierz, mentre le truppe austriache erano perlopiù stanziate sull’alpe Mauthen, Polinik e Koder. Su questa linea del fronte particolarmente cruente sono state le battaglie con gli austriaci dal maggio 1915 fino alla disfatta di Caporetto.
La cappella Pal Piccolo, presso l'omonima casera, adiacente al cimitero di guerra ove furono sepolti 633 caduti, traslati poi nell'ossario di Timau, fu fatta edificare nel 1915 da Don Janes, cappellano del battaglione Tolmezzo, poiché i suoi alpini non disponevano di un luogo dove pregare. La cappella, eretta in pochi mesi, venne benedetta il 2 novembre 1916, alla presenza di autorità civili e militari della zona. Mentre si celebrava la Santa Messa, ci fu un bombardamento austro-ungarico e miracolosamente non ci furono vittime. Per tutti fu un segno della protezione della beata vergine. Così la cappella divenne meta di pellegrinaggi fino all'ottobre del 1917, mese della ritirata di Caporetto. Di recente ristrutturazione.
Nella zona c’è la possibilità di ammirare delle bacheche in vetro contenenti numerose foto d’epoca, quasi una prosecuzione all’aperto di quello che è il Museo storico della grande guerra di Timau