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Casera Giaveada da Sauris di Sopra
Scritto da Marco   
Dall’abitato di Sauris di sopra si prende una stretta stradina che in discesa si dirige verso il greto del torrente Lumiei. Si seguono le indicazioni per la Richelan Haus dove è possibile lasciare l’auto in un comodo parcheggio (mt.1286).

Si risale per alcuni metri lungo la strada percorsa dove si trovano le indicazioni per i sentieri CAI 209 e 234. L’escursione inizia lungo una strada sterrata in discesa che, attraversando alcuni spazi prativi con bellissime baite tipiche con ripidi tornanti, porta verso il greto del torrente Lumiei. La giornata è fredda ma il sole splende e da subito ci concede di godere di splendide viste sulla giogaia del Bivera e in lontananza sul Crodon di Tiarfin.

Proseguiamo verso destra seguendo le indicazioni per Malga Giaveada lungo una pista che ci porta in breve ad attraversare il Rio Auenpoch dopo aver passato alcune stazioni per la presa dell’acqua. Il freddo si fa un po sentire e spesso dobbiamo attraversare piccoli corsi d’acqua abbastanza carichi dalle pioggie delle giornate precedenti. Tutto il terreno che ci circonda ci regala stupende opere della natura come se il ghiaccio si fosse divertito a modellare le pietre e a ricoprire terreno e vegetazione di vesti di cristallo. Si seguono le indicazioni del sentiero 234 e, dopo aver guadato il Rio, si entra per un breve tratto in uno stupendo boschetto in veste invernale che risale la valle del Rio Bosclaf. Una volta usciti dal bosco, il sentiero scompare e viene a corrispondere al greto del rio. Si seguono gli ometti e alcuni segnali e si attraversa più volte il greto. Prima che la valle si restringa definitivamente lasciamo sulla ns. sinistra una parte di terreno completamente franato. Il silenzio dei luoghi ci permette di ascoltare uno strano fenomeno di disgelo del terreno. Tutto attorno a noi si sentono gli scricchiolii della roccia friabile che con i raggi del sole tende a sgelare. Il rumore ha un non so che di sinistro che ci consiglia di affrettare un po' il passo.

Il percorso segue ora la destra del greto sempre su terreno molto facile e tranquillo sotto uno stupendo anfiteatro di terreno sgretolato e friabile segno di qualche gigantesca frana. Superato questo tratto si attraversa di nuovo il greto secco. Su un terreno ricco di pino mugo si comincia ora a salire in maniera accentuata a svolte decise tra mughi e larici. Prima di una ansa che ci porta a rientrare in un boschetto dobbiamo attraversare un tratto di terreno completamente franato dove bisogna fare un po' di attenzione a dove passare. In caso di neve o ghiaccio o in caso di rientro al buio in due o tre punti potrebbe essere un po' pericoloso. Nel tratto è presente un sottile cavo metallico assicurato a due fittoni nel terreno che però non offre nessuna sicurezza e, anzi, è meglio non usare. Superato questo breve tratto che è l’unica difficoltà di tutta l’escursione, il sentiero ci porta ancora in decisa salita con stretti tornanti fino a scavalcare la valle del rio Bosclaf. Qui il sentiero scende fino al greto del rio Chiaranda in una amena piccola valle che per l’occasione è coperta a tratti da lastre ghiacciate che riflettono stupendi raggi di sole sulle acque del rio. Risalendo dal lato opposto della piccola conca in breve si raggiungono i vasti pascoli della Casera Giaveada.

L’edificio principale
risulta essere chiuso ma nelle stalle è stato ricavato un piccolo locale adibito a ricovero con tavolo panche, stufa a legna e 3 o 4 posti letto. La casera Giaveada è situata in una stupenda posizione al cospetto del Monte Bivera e Zauf. Per l’occasione il paesaggio circostante la casera è leggermente spruzzato di neve che rende piacevole la breve permanenza.

Per il ritorno seguiamo il medesimo itinerario dell’andata e soffermandoci ad immortalare i disegni e i giochi del freddo ci dimentichiamo che la stagione è invernale e senza accorgerci ci troviamo al parcheggio che ormai è quasi buio.


Itinerari in zona

Dalla casera è possibile proseguire per itinerari molto interessanti: per il sentiero 234 a forcella Zauf e poi per 214-213-212 forcella Rancolin, Pian delle Streghe con salita al Bivera e al Clapsavon o ancora collegamenti con le malghe di Forni: casera Montemaggiore e Tragonia in più giorni. Poi ancora per il 214 collegamento con forca Montof e quindi il sentiero Tiziana Weiss e il Monte Tinisa. Un altro itinerario bellissimo da Sauris raccoglie varie malghe come Festons, Malins e Rioda.

Notizie Utili
Gli abitati di Sauris di sotto e sopra che prendono il nome dal lago omonimo, si trovato in una stupenda vallata attraversata dal torrente Lumiei e racchiusa da due linee di monti che la dividono dalla val Pesarina e dalla Valle di Forni e che culmina a Sella Razzo. Sauris è abitata da un piccola comunità di lingua tedesca le cui prime notizie di provenienza risalgono al 200. La vallata è abbastanza isolata e ha fatto si che nel tempo le tradizioni e l’idioma della popolazione si mantenesse nel tempo. Tutta la zona gode attualmente di una nota popolarità dovuta ai prodotti tipici gastronomici come i prosciutti, le trote salmonate, la tipica birra che uniti alle proposte escursionistiche la rendono turisticamente molto rinomata.